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L’operatore su fune

Breve storia della nascita di questa figura professionale

L’operatore su fune, o anche operatore su corda, è una figura professionale che in Italia viene riconosciuta come tale agli inizi del 2003, quando il governo italiano emana un legge che definisce e regolamenta, per la prima volta, i requisiti minimi di sicurezza e salute per l’uso delle attrezzature di lavoro per l’esecuzione di lavori temporanei in quota. Prima di allora c’era un vuoto legislativo che di fatto non contemplava questa figura professionale, al punto che la definizione stessa di operatore su fune non esisteva.

Intervento di ripristino intonaco

I lavori su fune nel passato

Riguardo alla varie tipologie di lavori su fune, che oggi vengono richiesti in molti settori produttivi, questi si sono ampliati e diversificati solo a partire dai primi anni ’90 del secolo scorso, perché nei due decenni precedenti si limitavano quasi esclusivamente alla messa in sicurezza di pareti rocciose e ad una particolare fase dell’estrazione di marmo nelle cave.

Se poi andiamo a prima degli anni ’70 allora i lavori su fune, così come vengono intesi oggi, non esistevano affatto. Questo non significa che un operaio, dovendo eseguire un lavoro con rischio di caduta nel vuoto, non si attrezzasse con una corda legata alla vita e l’altro capo tenuto da qualcuno, o magari legato da qualche parte, ma quando questo succedeva l’operaio non stava facendo dei lavori su fune, ma stava semplicemente facendo dei lavori, e proteggersi con una corda era solo un’accortezza, non un obbligo di legge.

I lavori su fune negli anni ’70 E ‘80

Come abbiamo detto sopra gli unici lavori che negli anni ’70 ed ’80 potevano essere considerati su fune erano quelli per la messa in sicurezza della pareti rocciose e quelli relativi ad una particolare fase dell’estrazione del marmo. In realtà si tratta di lavori che vengono eseguiti anche oggi, ma per farli è necessario seguire il corso previsto dal decreto legislativo del 2003, per mezzo del quale è possibile conseguire il brevetto di operatore su fune.

Messa in sicurezza di pareti rocciose

Per quanto riguarda  la messa in sicurezza delle pareti rocciose questa consisteva nel rimuovere dalle pareti tutto ciò che poteva precipitare (operazione di disgaggio).  Questa operazione veniva effettuata quasi esclusivamente nel Nord Italia, nelle regioni dell’arco Alpino, ed era eseguita dai disgaggiatori (o disgaggisti), esperti alpinisti che venivano assunti dalle imprese per la loro capacità di sapersi muovere con corda e moschettoni.

Estrazione di marmo dalle cave

In Italia l’estrazione del marmo avveniva ed avviene in quasi tutte le regioni d’Italia. Nel caso delle cave di montagna in passato questa estrazione veniva effettuata facendo esplodere con la dinamite porzioni di roccia, che si spezzava in massi di diversi dimensioni. Per far sì che questi massi fossero poi trasportati a valle era necessario liberarli dai detriti che impedivano il loro trascinamento. Anche in questo caso l’operazione di pulizia era eseguita da operai che si calavano con una corda. Questa procedura era frequente soprattutto nelle cave delle Alpi Apuane. Qui l’operaio che eseguiva questa operazione si chiamava, e si chiama tutt’ora, tecchiaiolo, dal lucchese tecchia (roccia).

I lavori su fune negli anni ‘90

Negli anni ’90 la messa in sicurezza delle pareti rocciose inizia ad essere realizzata anche ingabbiandole. Si tratta in pratica di posizionare e bloccare sulle pareti grandi reti metalliche in acciaio. Operazioni di questo tipo iniziano ad essere effettuate un po’ ovunque in tutta Italia, e agli alpinisti dei primi anni iniziano ad aggiungersi qualche climber che viene dall’arrampicata sportiva. Negli anni ’80 questo sport aveva infatti iniziato a diffondersi un po’ ovunque nelle regioni del Nord Italia, seguite da Toscana, Umbria e Lazio, anche se per queste ultime l’interesse maggiore per l’arrampicata veniva soprattutto dal grande bacino di Roma. Il numero dei climber che lo pratica va quindi ad aumentare il numero di persone che sanno usare corda e moschettoni e sono pertanto in grado di lavorare appese ad una parete senza troppi problemi.

L’avvento della telefonai mobile, e la necessità d’installare su strutture di vario genere i cavi necessari alla sua diffusione, fanno aumentare la richiesta dei lavori su fune.

Sempre agli inizi degli anni ’90 le tecniche alpinistiche iniziano ad essere utilizzate anche nel settore edilizio. La possibilità di effettuare lavori di muratura su tetti e facciate di palazzi, senza dover ricorrere a ponteggi e piattaforme aeree, rappresenta infatti una grossa opportunità di risparmio, soprattutto per i condomìni. Una delle prime città dove questo inizia a diventare una realtà lavorativa consistente è Genova, probabilmente a causa del fatto che i vicoli del centro e molte vie interne della periferia sono poco adatti e adatte per allestire ponteggi o entrarci con le piattaforme aeree. A seguire ci fu probabilmente Roma, insieme a città come Bolzano, Trento, e Verona.

Inizio 2000

Agli inizi del 2000 i lavori su fune si eseguono un po’ ovunque nel Nord Italia, mentre nel Centro sono presenti quasi esclusivamente nelle provincie di Roma, Rieti e Terni. I settori d’intervento si sono ormai ampliati e riguardano tutti i settori produttivi. Edilizia, industria, ambiente, eventi culturali e dello spettacolo sono le grandi macro aree all’interno delle quali è possibile fornire un’ampia gamma di servizi. Nonostante questo la richiesta di lavori su fune a inizio 2000 non decolla come in effetti dovrebbe.

Il problema principale risiede nel fatto questi lavori vengono visti come molto rischiosi soprattutto dai più potenziali e numerosi committenti, ovverosia gli amministratori dei condomìni, i quali non si azzardano ad affidare lavori di manutenzione a persone che svolgono una professione pericolosa che non è riconosciuta a livello normativo.

2003. Anno di nascita della figura professionale dell’operatore su fune

L’8 marzo del 2003 il governo italiano emana il decreto legislativo che attua la direttiva 2001/45 della Comunità Europea, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori. Il decreto, entrato in vigore nel febbraio del 2007, nell’articolo 36-quinquies  entra nel merito degli obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi, ovverosia i lavori in quota, e tra questi c’è quello di fornire ai lavoratori una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste, in particolare in materia di procedure di salvataggio. I lavoratori dovranno quindi seguire un corso che li abiliterà a queste operazioni e procedure, e dovranno seguirlo anche coloro che vorranno svolgere i lavori su fune in materia autonoma, da liberi professionisti.

Si tratta di corsi teorico-pratici  per lavoratori addetti ai lavori con sistemi di accesso e posizionamento mediante funi in siti naturali e artificiali. Con il certificato di frequenza e apprendimento nasce a tutti gli effetti la figura di operatore su fune.

Lavori su fune e operatori su fune dopo il 2003

L’attestato che abilita ai lavori su fune è quello che serviva alla committenza per liberarsi dal rischio di commissionare lavori pericolosi a persone non abilitate ad eseguirli. Il decreto del 2003 spalanca quindi le porte alle possibilità di lavoro per gli operatori su fune, perché fuori c’è una costellazione di tetti, facciate di palazzi e vetrate che necessitano di costante manutenzione e di alberi che devono essere potati e a volte abbattuti.

L’operatore su fune

I lavori su fune sono lavori potenzialmente rischiosi, ma si tratta di rischi che possono essere controllati e gestiti, fino a ridurli alla zero, basta sapere come fare.  Da questo punto di vista le competenze e la qualità che deve possedere un operatore su fune non sono particolarmente difficili da acquisire, ma è anche vero che non sono per tutti.

Operà Vertical. Chi siamo

Operà Vertical nasce come società nel 2014, ma è il risultato di un percorso professionale iniziato nei primi anni ’80, quando la definizione di lavori in quota su fune non era ancora stata inventata e i lavori su corda erano una realtà sconosciuta al grande pubblico. Abbiamo una grandissima esperienza e tutti i nostri operatori su fune sono in possesso del certificato che li abilita ad eseguire lavori temporanei in quota con impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi. Il loro certificato è riconosciuto a livello nazionale.

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